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Cos'č la scienza
Definizione tratta da Sette brevi lezioni di fisica
Nonostante la tecnologia sia imperante nella nostra societā, assistiamo ad una ritorno di movimenti antiscientifici e alla pretesa di narrazioni mitiche del nostro mondo di essere una sorta di nuova scienza. Il confine tra la spiegazione scientifica e quelle filosofiche, religiose, ideologiche č sottile, ma netto come ci spiega questo piccolo brano tratto da "Sette brevi lezioni di fisica" di Carlo Rovelli, un libro da tenere sempre a portata di mano.

Quando parliamo del Big Bang o della struttura dello spazio, quello che stiamo facendo non č la continuazione dei racconti liberi e fantastici che gli uomini si sono narrati attorno al fuoco nelle sere di centinaia di millenni. E' la continuazione di qualcos'altro: dello sguardo di quegli stessi uomini, alle prime luci dell'alba, che cerca fra la polvere della savana le tracce di un'antilope - scrutare i dettagli della realtā per dedurne quello che non vediamo direttamente, ma di cui possiamo seguire le tracce. Nella consapevolezza che possiamo sempre sbagliarci e quindi pronti ogni istante a cambiare idea se appare una nuova traccia, ma sapendo anche che se siamo bravi capiremo giusto, e troveremo. Questa č la scienza.

La confusione fra queste due diverse attivitā umane, inventare racconti e seguire le tracce per trovare qualcosa, č l'origine dell'incomprensione e della diffidenza per a scienza di parte della cultura contemporanea. La separazione č sottile: l'antilope cacciata all'alba non č lontana dal dio antilope dei racconti della sera. Il confine č labile. I miti si nutrono di scienza e la scienza si nutre di miti. Ma il valore conoscitivo del sapere resta. Se troviamo l'antilope possiamo mangiare.

Carlo Rovelli in "Sette brevi lezioni di fisica"

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marcello.novelli@gmail.com
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