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Paul Krugman
Premio Nobel per l'economia 2008
13 ottobre 2008 - Paul Krugman, noto critico del liberismo sfrenato ha vinto il premio Nobel. Nel 2001, all'indomani dell'attentato al WTC, aveva previsto la crisi dei mercati finanziari e criticato pesantemente la politica economica dell'Amministrazione Bush.

Il premio Nobel per l'Economia 2008 è stato assegnato allo statunitense Paul Krugman per i suoi studi sui modelli di commercio e sulla localizzazione delle attività economiche.

Krugman, americano, 55 anni docente di Economia e affari internazionali all'Università di Princeton, è noto nel mondo accademico per i suoi studi riguardanti la teoria del commercio, e in particolare per i modelli in base ai quali i paesi potrebbero guadagnare dall'imposizione di barriere protezionistiche. Noto anche per i suoi libri di testo sulle crisi valutarie e sull'economia internazionale, Krugman è stato critico della New Economy degli anni novanta del XX secolo, dei regimi di cambio fisso dei paesi insulari asiatici e della Thailandia prima della crisi del 1997, dell'affidamento ai governi per difendere i cambi fissi sul quale si sono basati investitori (quali i gestori di capitali a lungo termine) prima della crisi debitoria russa del 1998.

Il suo testo "Economia internazionale: Teoria e Politica" (scritto insieme a Maurice Obstbeld) è un libro di testo molto diffuso riguardante, appunto, l'economia internazionale. Nel 1991 ha ottenuto il prestigioso riconoscimento denominato John Bates Clark Medal dall'Associazione americana per l'economia. La filosofia economica di Krugman può essere descritta come neo-keynesiana. Krugman, che è anche editorialista del "New York Times", è stato uno dei maggiori critici delle scelte - in economia e politica estera - dell'amministrazione Bush.1

Pochi mesi dopo gli attentati dell'settembre 2001, nei giorni in cui falliva Enron, Krugman aveva previsto in un editoriale pubblicato sul New York Times che il secondo evento sarebbe stato più determinante del primo, in termini di conseguenze sulla storia degli Stati Uniti. Una previsione che scatenò non poche polemiche e che per anni venne rinfacciata all'economista, ma che ora si è rivelata esatta. «Sono sorpreso e anche un po' scioccato per la velocità con cui il ricordo degli scandali come il collasso di Enron o Worldcom sono scomparsi dall'attenzione del pubblico», aveva dichiarato Krugman alla fine del 2002.2

La biblioteca Novelli-Melis contiene due libri del Premio Nobel:

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marcello.novelli@gmail.com
[1] Articolo de Il Sole 24 Ore
[2] Articolo del Corriere della Sera
marcello.novelli@gmail.com