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LA BIBLIOTECA

Lewis, Roy

Il più grande uomo scimmia del Pleistocene

Adelphi

800 - Letteratura

Data Acquisizione: 21/02/2004

Anno prima edizione: 1960

Anno stampa: 2003

Pagine: 178

Lingua: ITA

Recensione:
Grazie all'uso magistrale dell'anacronosmo l'autore riesce a far pensare e parlare i primi ominidi come se avessero tutte le conoscienze dell'uomo contemporaneo. Così i vari pesonaggi, nella loro veloca evoluzione, possono disquisire dell'importanza delle nuove scoperte tecnologiche e dei rischi di allontanarsi dalla vita naturale, valutare il loro grado di evoluzione confrontandosi con quella degli altri grandi mammiferi, cercare moglie nell'orda accando per migliorare i geni o imparare a dipingere che non si sa mai. Il risultato è un libro divertente, ben scritto e che, a ben vedere, tratta argomenti assolutamenti rilevanti come il posto della nostra specie all'interno dell'ecosistema della Terra.

Citazioni:

  • Quando i venti soffiavano forte da nord, spifferando gelidi che la grande cappa di ghiaccio continuava la sua avanzata, noi ammucchiavamo tutte le nostre riserve di legna e fascine, convinti che per quanto a sud si fosse spinta stavolta, fino in Africa, addirittura, noi eravamo prerfettamente in grado di affrontarla e vincerla. (p. 13)
  • "Ma naturale che abbiamo vinto!" disse papà. "E ricordatevelo bene: la natura non sta necessariamente dalla parte del più forte. La natura sta dalla parte della specie che sa far valere un vantaggio tecnologico sull'altra. Ossia noi... Per il momento". Ci rivolse uno sguardo ammonitore. "Per il momento ho detto. Non lasciatevi inebriare da un successo sporadico. Abbiamo ancora tanta strada da fare... tantissima strada. Ma adesso prendiamo possesso di questa invidiabile residenza". (p. 34)
  • "Tu lo chiami progresso" ribattè zio Vania, gettando nel fuoco un pezzo di cartilagine immangiabile. "Io la chiama disobbedienza. Sì Edward: disobbedienza. Mai nessun animale è stato concepito per rubare il fuoco dalla cima dei monti. Hai trasgredito le eterne leggi della natura. Adesso assaggerei un po' di quell'antilope, Oswald". (p. 55)
  • Partono da qui:

  • Harari, Yuval Noah - Sapiens: Da animali a dei: In questo libro sono già anticipate le conclusioni di Harari: spesso siamo portati a pensare che l'homo sapiens abbia iniziato solo nell'età moderna, dalla rivoluzione industriare, a modificare il mondo che lo circonda. Niente di più sbagliato, sin dai suoi primi giorni gli homo sapiens, forse addirittura i suoi progenitori, hanno modificato la natura a proprio vantaggio. Il mito dell'uomo selvaggio in armonia con la natura è una cosa molto lontana dalla realtà.
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