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Halberstam, David

Air

La storia di Michael Jordan

Salani

928 - Biografie di personaggi di attualità

Data Acquisizione: 26/02/2021

Anno prima edizione: 1999

Anno stampa: 2020

Pagine: 521

Lingua: ITA

Recensione:

Citazioni:

  • All'inizio della carriera gli osservatori, impressionati dalla sua maestria, cercavano di spiegare la sua ascesa ai massimi livelli citando soltando il suo talento; ora, in fase più avanzata della sua carriera, non poteva più contare su tutte quelle giocate individuali che lo avevano reso celebre, ed era diventato sempre più ovvio che quello che più lo distingueva era la sua volontà, il suo rifiuto di lasciare che qualunque avversario o anche il passare del tempo ostacolassero la sua fame di vittorie. (p. 14)
  • Il ruolo delle riserve era particolarmente difficile qui, perché tutti sapevano che senza Jordan la squadra non sarebbe andata bene, ma i giocatori erano consci del fatto che la squadra non sarebbe andata bene anche se loro non avessero fatto la loro parte, e se non si fossero fatti trovare pronti in qualunque momento. (p. 61)
  • Dopo la partita in cui aveva conquistato l'annello per la prima volta dopo sette anni in NBA, Michael Jordan socppiò in lacrime. I giornalisti chiesero a Migic Johnson se anche lui si era lasciato trasportare dall'emozione alla sua prima vittoria. Lui rispose: "No, allora ero troppo giovane e inesperto e non capivo fino in fondo che cosa significava. Adesso so esattamente che cosa prova Michael, perché l'ho provato più avanti nella carriera, quando per conquistare il titolo ci volevano molto più impegno e sudore". (p. 340)
  • Le trasmissioni televisive che parlavano di pettegolezzi sulle celebrità erano diventate pane quotidiano per gli americani, ed erano intenzionate a raccontare i trionfi ma soprattutto i fallimenti delle star. Questa macchina del gossip era una cosa nuova, ma era potente e predatoria, e aveva bisogno di carne fresca tutti i giorni. (p. 390)
  • Sarebbe già stata abbastanza dura così, ma data la sua fama avrebbe dovuto anche fare tutto ciò davanti agli occhi di tutti, rischiare il fallimento sotto i riflettori dei media. Non sono molte le molte persone che, dopo aver ottenuto il successo con così tanto duro lavoro, avrebbero rischiato di rendersi ridicole in un'avventura di tale visibilità, neppure per fare qualcosa che amano. Il fallimento privato è una cosa, quallo pubblico un'altra. (p. 398)
  • Ma era molto più dolce essere solo un ingranaggio di una squadra vincente, che una superstar in una meno forte. (p. 447)
  • Quello che funzionava molto bene contro squadre normali durante la Regular Season, poteva non funzionare in lunghe serie di playoff contro grandi difensori. Il prezzo che pagavano per la loro disciplina era una mancanza di pura creatività, dell'abilità di avere guizzi di ingegno quando l'attacco disegnato alla lavagna si trovava momentaneamente in scacco. (p. 469)
  • Tutti stavano imparando a proprie spese che era molto più difficile gestire una partnership condivisa in tempi di vacche grasse, che non quelli di vacche magre. (p. 496)
  • A volte, più che un atleta, era sembrato un esploratore: era andato oltre i limiti che erano precedentemente accettati, oltre le colonne d'Ercole di quello che era umanamente possibile, e in qualche modo, grazie a un'eccezionale capacità fisica e a una forza di volontà senza pari, aveva spinto quei limiti ancora più in là. Questo, per i milioni di persone che lo avevano guardato giocare negli anni, non era certo roba da poco. (p. 505)
  • Partono da qui:

  • Mandell, David - Obama. Storia dell'uomo che fa sognare l'America: Gli americani hanno una capacità unica nel fare gioco di squadra. Questo vale sia per i Bulls, che hanno vinto 6 titoli NBA, sia per uno sconosciuto animatore di comunità che diventa Presidente. Lo sanno fare perché culturalmente riconoscono a ciascuno il proprio valore, sanno chi è la star, chi i titolari e chi le riserve. Rinunciando ad un ipocrita e perdente ugualismo, sanno che ognuno deve giocare al massimo il proprio ruolo per arrivare alla vittoria che sarà una vittoria di tutti.
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