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LA BIBLIOTECA

Gessen, Masha

Il futuro Ŕ storia

Sellerio

947 - Storia della Russia e delle Repubbliche Ex-Sovietiche

Data Acquisizione: 01/07/2022

Anno prima edizione: 2017

Anno stampa: 2019

Pagine: 660

Lingua: ITA

Citazioni:

  • La perestojka era un'idea apparentemente irrealizzabile. Il Partito intendeva servirsi della propria struttura verticistica per rendere il paese, e se stesso, meno governato dal vertice Un sistema le cui piaghe primarie erano la stagnazione e la rigiditÓ intendeva modificare se stesso. (p. 77)
  • L'Homo Sovieticus era prigioniero di una spirale infinita di bugie: fingere di essere, fingere di avere, fingere di credere e fingere di non fingere. (p. 104)
  • Il termine "totalitarismo", nella sua accezione comune in Occidente, evoca l'immagine di una societÓ mostruosa nella quale la forza viene esercitata contro ciascun individuo in ogni istante. Ovviamente ci˛ risulterebbe un sistema del tutto inefficiente, anche e a maggior ragione per uno stato estremamente inefficiente quale l'Unione Sovietica. L'uso razionale della forza, nelle societÓ totalitarie, Ŕ raggiunto attraverso il terrore. Il totalitarismo istituisce il proprio contratto sociale, in virt¨ del quale la maggior parte delle persone sarÓ al riparo dalla violenza per la maggior parte del tempo, a condizione che accettino di non valicare determinati confini e si accollino, in parte, il compito di mantenere altri cittadini all'interno dei medesimi confini. (p. 147)
  • I sondaggi condotti dall'equipe di Levada mostravano che i russi volevano tre cose, in questo appuntamente elettorale (elezioni presidenziali del 1996 ndr): la fine dell'instabilitÓ economica, la fine della guerra in Cecenia e il ritorno del paese alla grandezza di un tempo.(p. 248)
  • El'cin, che aveva sempre avuto un fiuto infallibile per cogliere gli umori dell'opinione pubblica, si stava prograssivamente distanziando dai giovani riformisti radicali e avvicinando a settori della vecchia guardia. Sembrava disposto a dimenticare e perdonare tutto, insulti personali e alti tradimenti compresi. (p. 234)
  • Come quasi tutte le persone che conosceva, Gudkov era convinto che Putin sarebbe stato una semplice comparsa destinata a uscire presto di scena, messa in quel ruolo da un leader che si sentiva disorientato. Diversamente per˛ da quasi tutte le persone che conosceva, Gudkov era dolorosamente consapevole delle aspettative che la maggior parte dei russi riponeva nel prossimo presidente della nazione: voleva un salvatore, un leader che non fosse solo risoluto, ma anche un dominatore. Putin sembrava poco adatto a quel ruolo: non aveva una storia, nÚ la personalitÓ necessaria. (p. 284)
  • Ma i russi non stavano acclamando e celebrando solo i candidati scelti per loro dalla burocrazia, Putin in primis: celebravano anche loro stessi, aspirando ad un senso di appartenenza - appartenenza ad una maggioranza - che si era smarrito con il crollo dell'Unione Sovietica. Quello che si percepiva come un vuoto all'inizio degli anni Novanta, era stato gradualmente trasformato in nostralgia, e ora poteva essere concentrato su una persona. Fu proprio la scarsa riconoscibilitÓ di Putin, quella sua mancanza di particolaritÓ che aveva indotto Gudkov a ritenerlo una figura passeggera, a farne l'incarnazione perfetta dello stile di leadership sovietico. Nella sua persona, il carisma incontrava la burocrazia. (p. 291)
  • Sergej disse no. Non avrebbe firmato le carte per permetterle di portare Sasa fuori dal paese. Fu allora che lei disse buduscego net. Non c'Ŕ futuro. (p. 445)
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