Negli ultimi mesi il Comune di Cassina de' Pecchi ne ha viste di tutti i colori, innanzitutto la bocciatura del PGT e le annunciate dimissioni di D'Amico, che pero' non sono state ancora formalizzate facendo nascere in molti il sospetto che abbia cambiato idea e che da "buon" politico preferisca rimanere attaccato all'unica poltrona che gli rimane1. Per chiarire la situazione e per verificare se D'Amico ha ancora una maggioranza, presenteremo una mozione di sfiducia che dovra' essere votata dal Consiglio Comunale.
C'e' poi la questione legata alla Giunta. A seguito del voto contrario e dell'assenza "tattica" sul PGT, D'Amico ha immediatamente tolto le deleghe a Carnieli e Calabretta non accorgendosi (complice il Segretario Comunale) che lo statuto comunale all'articolo 37 prevede chiaramente un minimo di 6 assessori. Nonostante questo la Giunta ha continuato a deliberare2, tutte delibere non valide che hanno richiesto la nomina "in contumacia"3 ad assessore di Corleo, il ritorno dalle ferie del Segretario Comunale e una delibera che convalidasse le delibere non valide fatte in precedenza. Tra l'altro sussiste ancora un vizio di forma, per usare un eufemismo, in quanto essendo Corleo in ferie non ha potuto ne accettare formalmente la nomina ne presenziare alla giunta comunale del 7 Agosto 20134. E' necessario fare chiarezza su questa faccenda ponendo la questione all'attenzione del Prefetto.
Inoltre, come dimostra anche l'articolo pubblicato sulla Gazzetta della Martesana del 26 Agosto 2013, e' ancora aperta la questione legata alla validita' dell'approvazione del Bilancio di Previsione avvenuta nel Consiglio Comunale del 21 Giugno 2013. Il Bilancio di Previsione, lo strumento principale dell'attivita' amministrativa, e' stato votato con solo 8 consiglieri presenti in Consiglio Comunale mentre ci sono fondate ragioni per ritenere che sia necessaria la presenza in aula della maggioranza assoluta, ovvero 11 consiglieri comunali. Quindi il probabilmente quella delibera non e' valida e quindi il Bilancio di Previsione dovra' essere rivotato entro il 30 Settembre 2013.
Infine c'e' la questione politica. La maggioranza PDL-Lega che ha sostenuto la candidatura di D'Amico esiste ancora? La giunta comunale, rattoppata con l'aggiunta di Corleo poco piu' che assessore alle varie ed eventuali, ha ancora diritto di deliberare nel nome dei cittadini di Cassina de' Pecchi? Cosa ha in mente Maggio, che non perde occasione per comparire sui giornali e sui social network fregiandosi dell'altisonante (solo per lui) titolo di assessore? Ha ancora senso andare avanti con un Consiglio Comunale formato da 9 gruppi consigliari, di cui 5 sono il risultato del disfacimento della maggioranza?
Mancano circa 9 mesi alla fine naturale di questo Consiglio Comunale e alle prossime elezioni amministrative, corriamo il rischio che tutto quello che verra' fatto da qui in poi non sara' fatto nell'interesse dei cittadini ma sara' solo una lunga campagna elettorale. Siamo convinti che, ancora una volta, solo l'attenzione e la partecipazione di tutti i cittadini alla vita pubblica possano scongiurare questo rischio e chiudere nel migliore dei modi le questioni aperte.
Marcello Novelli, 28 Agosto 2013
1Avendo perso con le elezioni di Febbrario la poltrona da deputato, D'Amico rischia di passare dal "doppio incarico" al nessun incarico, potrebbe essere questa la motivazione che ritarda le sue dimissioni da sindaco. Un'altra ipotesi, come dimostra il recente notiziario comunale, e' che vuole utilizzare la sua carica di sindaco per farsi campagna elettorale a spese dei contribuenti.
2Tanto che Andrea Maggio si e' vantato su Facebook del grande lavoro fatto della giunta dopo la bocciatura del PGT.
3Corleo era a godersi le ferie mentre D'Amico lo nominava in fretta e furia assessore alla comunicazione e agli affari legali, due deleghe del tutte nuove.
4L'8 Agosto 2013, il giorno dopo la giunta comunale di convalida delle delibere, la nomina di Corleo non era controfirmata, adesso ci consegnano il documento firmato senza nessuna data... Non so se l'avvocato Corleo e' a conoscenza del fatto che e' un reato falsificare i documenti pubblici.
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