Vediamo tutti che è urgente gettare i semi di un nuovo contratto sociale, visto che quello tenuto in vita da istituzioni e sindacati fino alla fine del XX secolo non ha più funzionato fino ad essersi atrofizzato.
Proprio nel momento in cui lo spettacolo della mancanza di lavoro disegna scenari da paura, nessuna formazione politica si mostra in grado di gestire i problemi, se non di fornire risposte. Siamo in attesa di un segnale a livello nazionale e territoriale che dia enfasi ed evidenza alle priorità, un segnale di discontinuità netta rispetto al clientelismo, al familismo e all’inefficacia di cui si è nutrita la pessima politica dell’interesse privato.
Papa Francesco sta riuscendo a restituire credibilità alla Chiesa coi comportamenti più che coi sermoni: sta raccogliendo consensi con l’esempio, coi messaggi impliciti in gesti mai banali.
Per ridare autorevolezza allo stato, alle istituzioni, alle persone e ai luoghi della politica, dobbiamo scegliere sindaci e amministratori che sappiano essere testimoni delle buone pratiche politiche e che si rendano credibili non per i bei discorsi, ma per il buon governo.
Cos’è il buon governo lo sapevano già in Italia nel 1300, come ricordano gli affreschi di Ambrogio Lorenzetti, conservati nel Palazzo Pubblico di Siena, nella sala del Consiglio detta anche Sala della Pace. In modo speculare, sulla parete laterale sinistra, si trova l’Allegoria del Cattivo Governo.

- L'affresco intitolato Allegoria del Cattivo Governo opera di Ambrogio Lorenzetti -
La Giustizia sta qui sotto la tirannide: mentre nell'Allegoria del Buon Governo era in trono, ora è a terra, soggiogata, spogliata del mantello e della corona, con le mani legate, i piatti della bilancia rovesciati per terra e l’aria mesta. È tenuta con una corda da un individuo solo piuttosto che dalla comunità intera. Accanto a lei ci sono le vittime del malgoverno, cioè i cittadini.
Alla base del buon governo c’è quindi la partecipazione dei cittadini che deve essere favorita e realizzata a livello educativo ad ogni età. La crescita del "noi" collettivo e civico si realizza in un ambiente fisico e sociale in cui ci siano punti di riferimento, regole e valori precisi, che mettano al centro bambini e ragazzi e li rendano cittadini attivi e responsabili.
Il nuovo contratto sociale può partire, a livello locale, da un Patto di comunità cioè da un’alleanza educativa tra SCUOLA, FAMIGLIA E COMUNITÀ.
Un tavolo di lavoro, formato da rappresentanti della scuola, dei genitori, delle associazioni e dell’ amministrazione comunali, può giungere alla stesura di un patto educativo di Comunità, sviluppando un accordo su valori, tradotti in assunzioni di impegni, tra tutti gli adulti della comunità locale, ciascuno col suo ruolo nel proprio ambito.
La finalità è promuovere il benessere e lo sviluppo armonico di bambini e ragazzi, accolti da una comunità educante autorevole e credibile che tutela un sistema di valori condivisi a cui ogni adulto deve far riferimento nella relazione con i bambini e i ragazzi: così è accaduto in altri comuni ed anche a Cassina in passato.
Franca Marchesi, 14 Novembre 2013
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