L’Europa. L’Europa in crisi, spesso trascurata, apertamente minacciata.
L’Europa degli Europei. Lo spazio dove tanti nostri giovani circolano, spendono i loro titoli di studio in stages o lavori altrimenti impossibili a casa loro.
L’Europa dove le città si riconoscono per le caratteristiche comuni e uniche al mondo: un centro storico con la piazza, la cattedrale, i monumenti storico-politici, le opere d’arte inestimabili e le tracce, le cicatrici di guerre terribili.
L’UE senza frontiere: possiamo tutti provare l’emozione e l’aria di libertà quando si passa ad esempio il Brennero e si vedono i resti della frontiera che non c’è più e dove un tempo serviva il passaporto e il cambio di valuta…sì, L’UE dove la guerra tra paesi membri è un Centenario o una celebrazione della Memoria.
L’UE dalle multiformi sovranità, contenitore di un modello economico e monetario autonomo; culla di un modello culturale unico al mondo che ha fondamento nella cultura greca, nella latinità, nelle radici del Medio Evo cristiano e infine nella rivoluzione scientifico-tecnica.
L’UE dove la sorte comune è stata fondata sulla costruzione della pace, sul rispetto dei diritti umani; dove la comune idea di sapere ha reso ovunque validi i titoli di studio dei paesi membri.
Come c’è voluto tanto tempo a diventare italiani dopo l’Unità d’Italia e ancora si arranca adesso, europei si diventa e ancora lo si deve diventare.
Chi manderemo a governare questa Unione Europea col nostro voto (o con la nostra astensione) alle prossime elezioni europee del 22-25 maggio 2014?
Qualcuno che pensa che, dati i difetti e le difficoltà, bisogna rallentare, frenare, mettere la "retro", o anche andarsene?
Oppure qualcuno che crede che, fuori dagli umori populistici, bisogna procedere, andare avanti, compiere ciò che è necessario in base all’esperienza e all’evidenza storico-politica? Qualcuno convinto che per migliorare l’UE ci vuole più UE?
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Gli elettori hanno la possibilità di influenzare le politiche future dell'Unione europea, eleggendo i 751 deputati al Parlamento europeo che rappresenteranno i loro interessi.
La partecipazione al voto purtroppo è diminuita ad ogni elezione del Parlamento europeo dal 1979, soprattutto tra i giovani elettori. Dobbiamo adoperarci per invertire questa tendenza perché si tratta di elezioni molto importanti per il nostro futuro e sono anche le prime elezioni da quando, nel 2009, il trattato di Lisbona ha conferito al Parlamento europeo una serie di nuovi e importanti poteri tra i quali quello di influenzare la nomina del candidato a presidente della Commissione europea che succederà a Barroso nell'autunno 2014 e quindi eleggere il presidente della Commissione. Il Parlamento, unica istituzione europea eletta a suffragio diretto, è oggi uno dei cardini del sistema decisionale europeo e contribuisce all'elaborazione di quasi tutte le leggi dell'UE.
Per informarci sulle decisioni più importanti prese dal Parlamento europeo e capire qual è la posta in gioco nei settori politici chiave, visitiamo il sito www.myvote2014.eu.
Franca Marchesi, 16 Gennaio 2014
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