Progetto Cassina-Sant'Agata
Abbiamo un futuro in comune
Urla, arroganza e volgarita'
L'importante e' mettersi in mostra, i cittadini e il paese non contano
Il Consigli Comunale del 28 Gennaio e' stato un ottimo esempio di come sia possibile svilire il dibattito democratico. Noi non accettiamo la logica dello scontro e continuiamo a pensare che esista un modo diverso di fare politica.

Povera Italia

Non c'e' bisogno di uccidere la democrazia per negarla, a volte e' sufficiente addormentarla rendendo le sue istituzioni inutili, svilirla chiedendo che vengano rispettate regole contro il buonsenso e ridicolizzarla alzando la voce per niente, insultando a caso, trasformando tutto in parodia e spettacolo ad uso e consumo dei mezzi di informazione e di un pubblico assettato di risse e parole dure.

No, non sto parlando di quello che succede nell'Italia di Berlusconi, o meglio, anche di quello, ma quello a cui mi riferisco direttamente e' la politica di Cassina de' Pecchi. Parlo del Consiglio Comunale del 28 Gennaio 2011.

Penso che con questo Consiglio Comunale abbiamo toccato il fondo, tanto che incomincio a pensare che stia venendo meno il confrontro democratico e anche la possibilita' di fare politica nell'interesse della comunita'.

Un ODG noiso

L'ordine del giorno era del tutto irrilevante, l'unico punto portato in votazione dalla Giunta dopo due mesi1 riguardava lo svolgimento in forma associata dello sportello unico attivita' produttive.

Come al solito buona parte del Consiglio era composta da interpellanze e da una mozione presentata da Cittadinanza e Cambiamento, contenente la proposta di un tavolo di responsabilita' consiliare per proteggere i servizi sociali dai tagli di bilancio. In pratica l'opposizione si propone di collaborare con la maggioranza per stendere il bilancio dei servizi sociali.

La maggioranza ha stroncato subito la mozione dichiarando il suo voto contrario, noi di Progetto Cassina Sant'Agata ci siamo detti favorevoli, non tanto perche' la formula del tavolo di responsabilita' ci convinca, ma piuttosto perche' siamo seriamente preoccupati per il continuo attacco da parte di questa Amministrazione ai servizi ai cittadini.

Buttiamola in rissa!

Tutto sembrava finito con la dichiarazione del Sindaco. Ma quando il consigliere che ha proposto la mozione, probabilemente insoddisfatto per l'esisto della sua azione, ha chiesto di intervenire ancora, il Presidente del Consiglio Comunale, supportato dai soliti interventi fuori microfono (e fuori luogo) dai banchi della maggioranza, gli ha negato la parola dicendo che la discussione era finita.

A questo punto si e' dato sfogo a tutta la bassezza di cui e' capace la politica dei politicanti: insulti incrociati, accuse di incapacita' e, per finire, la solita minaccia di azioni legali.

Ovviamente noi di Progetto Cassina-Sant'Agata ci siamo tenuti alla larga da questa rissa che ha il solo scopo di guadagnare spazio sui giornali locali e alla fine del Consiglio Comunale abbiamo sentito il dovere di chiedere al Sindaco e al Presidente che la questione venga affrontata in Conferenza dei Capigruppo con lo scopo di trovare una soluzione che permetta il corretto e proficuo svolgimento delle sedute.

A chi serve?

Quello che e' importante e' chiedersi a chi serve questo modo di fare politica. Certo non ai cittadini che non vedono affrontate le questioni che gli stanno a cuore, non serve a chi vuole partecipare alla vita politica del paese che prova ribrezzo per questi atteggiamenti, non serve alla comunita' di Cassina de' Pecchi che viene continuamente spaccata in fazioni contrapposte.

Allora, a chi serve?

Io penso che questo modo di fare serva in primo luogo a chi non riuscendo ad affermarsi in altro modo deve guadagnarsi gli spazi alzando i toni e poi, soprattutto a chi ha tutto l'interesse a limitare la partecipazione, la collaborazione, la discussione ragionevole e vuole invece convincere che le scelte autoritarie sono l'unica alternativa ad una democrazia che e' solo chiasso.

Noi, che non facciamo parte ne del primo gruppo ne del secondo, abbiamo l'obbligo di perseguire un modo diversa di fare politica. Abbiamo l'obbligo di portare avanti l'idea che solo discutendo civilmente si possono trovare le soluzioni migliori e che solo l'intelligenza e l'impegno possono dare al paese una buona amministrazione.

Marcello Novelli, 30 Gennaio 2011


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Marcello Novelli
30 Gennaio 2011