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Impressioni e riflessioni sul Consiglio Comunale di Lunedì 28 Febbraio
Il Consiglio Comunale Aperto e' stato utile per discutere del problema e per chiarire i nodi della questione, ma senza un impegno concreto del Sindaco presso Regione e Governo si rischia di renderlo vano.

La serata è stata, nel complesso, positiva con molte luci, ma anche con alcune ombre.

Tra le luci annovero, indubbiamente, gli interventi:

  • dei lavoratori, ciascuno nell'ambito delle proprie capacità e competenze;
  • dei sindacalisti Fiom, davvero bravi, i quali hanno ben messo in evidenza il ruolo della Regione che avrebbe affermato, tra l'altro, l'esistenza di fondi per il settore ITC ( alle argomentazioni di un sindacalista in particolare il Sindaco è andato in difficoltà ed ha dovuto impegnarsi a sollecitare la Regione sul punto);
  • dei consiglieri regionali dell'opposizione Chiara Cremonesi, SEL, e Fabio Pizzul, PD, i quali da oggi in poi saranno impegnati, con i loro gruppi, a marcare stretto la Regione affinchè, agendo da locomotiva, si impegni a mettere a punto con le aziende un possibile piano industriale per il settore ITC o consimili (ma l'assessore Domenico Zambetti, ex sindaco di Cassina, non potrebbe essere coinvolto positivamente?);
  • dei consiglieri comunali di opposizione che bene hanno sostenuto le nostre tesi e la mozione.

Tra le ombre annovero invece:

  • gli interventi dei lavoratori dal pubblico che sono stati, a mio avviso, un po' tiepidi, avrebbero dovuto essere più "vivaci", pur nei limiti del buon senso.
  • l'intervento del capogruppo di maggioranza con scarse argomentazioni;
  • la mancata partecipazione per un impegno improvviso, un classico, del Ministro Romani;
  • la non partecipazione di consiglieri regionali o provinciali della maggioranza PDL-Lega;
  • il Sindaco poi ha svolto la sua parte non impegnandosi a sufficienza, ha fatto poche promesse generiche, che sanno di fasulle, condite con la denuncia delle difficoltà del settore per cui non potremmo pensare di ritornare agli anni 70/80 con 5.000 addetti poichè "i tempi sono cambiati", ma sollecitato dai lavoratori ha dovuto impegnarsi ad incalzare la Regione per la soluzione del problema dell'area;

Lo sappiamo che la situazione e' critica, ma se non proviamo a promuovere un piano industriale tutti insieme, non i lavoratori da soli, per quel settore e in quell'area, allora vuol dire che il destino dell'area si è già compiuto. Sono queste le intenzioni dei proprietari? Chi li sta aiutando a raggiungere questo obiettivo?

Gigi Ubertis, 1 Marzo 2011


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Gigi Ubertis
2 Marzo 2011