Progetto Cassina-Sant'Agata
Abbiamo un futuro in comune
Essere e sentirsi italiani
La scuola come laboratorio di cultura e convivenza civile
La scuola media di Cassina de' Pecchi ha prodotto una presentazione multimediale sul Risorgimento italiano grazie ad un lavoro di ricerca e viaggi di istruzione. Il tutto e' stato possibile grazie all'impegno a titolo gratuito di un professore in pensione e al contributo di una cooperativa del territorio (e non dell'Amministrazione Comunale)

Che cosa significhi essere e sentirsi italiani ieri e oggi lo hanno spiegato veramente bene gli studenti di tredici-quattordici anni, nell’aula magna del plesso Giovanni Falcone di via Sirio 2.

Le tematiche e i personaggi del Risorgimento italiano sono emerse da un lavoro originale e specifico di ciascuna classe, arricchito da uscite e viaggi d’istruzione e saranno presentati in una mostra a fine anno scolastico.

Martedì quindici Marzo, nell’arco delle celebrazioni in atto per il centocinquantenario dell’Unità, è stata offerta una presentazione multimediale su vari argomenti di carattere storico, letterario, musicale e agiografico, corredati da ricerche e indagini sul campo. Di grande interesse, ad esempio, l’indagine sulla lingua italiana e i dialetti prodotta dalla classe III E.

L’impressione era di una scuola-laboratorio di cultura e convivenza civile; una scuola che non "inculca" alcunché, ma costruisce competenze, integrazione, "unità', quindi fiducia. Una scuola che non si è fermata di fronte all’evaporazione delle risorse; una scuola che non si è limitata a "reggere" di fronte alle insistenti sforbiciate, ma mette in gioco i ragazzi su compiti concreti, importanti, facendosi luogo di opportunità per tutti, anche per i molti che altrimenti si perderebbero.

Anche la cura dell’addobbo con bandiere, palloncini tricolori e coccarde preparate dalle classi per tutti i presenti ha la sua importanza: comunica ai ragazzi, prima ancora che ad altri, l’altezza e la profondità dell’occasione e dei contenuti. La stessa presentazione verrà replicata lunedì durante l’incontro di accoglienza delle classi quinte della primaria, previsto, come sempre, per introdurre i futuri allievi alla conoscenza della nuova scuola.

A chi è stata rivolta questa presentazione in aula magna del lavoro delle terze?

Con quali mezzi è stata realizzata?

Il pubblico era composto dai ragazzi e dagli insegnanti delle altre classi della secondaria; erano presenti il Presidente e altri rappresentanti del Circolo La Speranza oltre al vicesindaco Guido Parati. Veniva spontaneo chiedersi: e il Dirigente dell’Istituto? E un rappresentante ufficiale del Consiglio d’Istituto? E l’Assessore all’Istruzione?

La presenza in forze della Cooperativa La Speranza non era ingiustificata: l’Associazione in questione ha fornito il supporto finanziario (500 euro), è stata l’unica a rispondere alla richiesta di patrocinio rivolta dalla scuola in primo luogo, naturalmente, all’Amministrazione comunale.

E chi ha potuto preparare il progetto, lo ha negoziato con i docenti, ha portato avanti con loro il lavoro nelle classi, ha organizzato le uscite, offrendo anche il proprio prezioso contributo come accompagnatore?

Il prof Lucio Pellecchia, che, andando in pensione, ha voluto fare un regalo alla scuola che ama ed ha prestato gratuitamente (per i ragazzi è sorprendentemente educativo che qualcuno possa lavorare gratis!) la propria opera professionale... Altrimenti?

E’ necessario farci qualche domanda e far conoscere qualche risposta. Potremo così arrivare al vero quesito: com’è possibile che tutto ciò risulti tollerabile per famiglie e amministratori?

Franca Marchesi, 16 Marzo 2011


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Franca Marchesi
16 Marzo 2011