Progetto Cassina-Sant'Agata
Abbiamo un futuro in comune
Siamo alle solite con questa gente
Lettera del Presidente Nazionale dell'ANPI
Non bisogna confondere la pietas per tutti i caduti con l'esaltazione di chi ha combattuto ed e' morto per la Liberta'. Bisogna celebrare il 25 Aprile, ma non si puo' rimanere indifferenti davanti a questa ennesimo tentativo di cancellare la storia.

Cara Murtas,
siamo alle solite, con questa gente. Sul manifesto, noto anche che non risulta, come oratore, il Presidente dell’ANPI, che semplicemente assiste, o partecipa. In una manifestazione per la Festa della Celebrazione, quanto meno dovrebbero parlare il Sindaco e il Presidente dell’ANPI.

Quanto al resto, è chiaro il tentativo di mettere tutti i Caduti sullo stesso piano. Ma questo non si può fare in occasione della Festa della Liberazione, in cui si esaltano solo i caduti per la Libertà. Formalizzerei una protesta, distinguendo tra la pietas nei confronti di tutti i caduti e il riconoscimento di una posizione uguale, proprio il 25 aprile, tra chi è morto per la libertà e chi è caduto combattendo per la conservazione della dittatura fascista. La protesta dovrebbe essere resa pubblica con manifesti o almeno con volantini, da distribuire anche in occasione della manifestazione (una “lettera aperta” al Sindaco e alla stampa). Insomma, ci vuole un gesto, una presa di posizione chiara e percepibile da tutti, ma non così clamorosa da disertare la manifestazione, che è pur sempre dedicata al 25 aprile, Festa della liberazione. Cordiali saluti.

Carlo Smuraglia, Presidente Nazionale ANPI, 15 Aprile 2011


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Chicco Albani
20 Aprile 2011