Progetto Cassina-Sant'Agata
Abbiamo un futuro in comune
A cosa serve la politica se non puo' fare nulla?
Comunicato della Fiom di Milano dopo gli incontri del 10 Ottobre 2011
La politica non puo' fare nulla per la Jabil di Cassina de' Pecchi, parola dell'Assessore Regionale all'Industria. L'azienda insiste sulla strada della dimissione del sito. Continua la lotta delle lavoratrici e dei lavoratori.

Bel pomeriggio, per gli oltre 300 lavoratori di Jabil, da mesi in lotta per scongiurare la dismissione dello storico sito di Cassina de Pecchi.

Infatti, mentre all’associazione industriali di Bergamo, RSU e sindacato si sono sentiti dire dai vertici di Jabil (multinazionale che negli ultimi tre mesi ha aumentato il proprio fatturato del 25%) che l’impresa non alcuna intenzione di discutere, ha già deciso la chiusura dello stabilimento alle porte di Milano e il licenziamento di tutti i lavoratori, assistendo alla seduta della Commissione Attività Produttive in Regione Lombardia - con all’ordine del giorno proprio il loro "caso" - una delegazione di lavoratori ha avuto il piacere di ascoltare l’assessore all’industria, nonché vice presidente della Giunta.

Da tempo ci interroghiamo sul ruolo della potente istituzione lombarda rispetto alla drammatica, sistematica distruzione del tessuto industriale di questo territorio. Finalmente abbiamo avuto la risposta: la politica non può fare nulla, non possiamo obbligare un’azienda a fare quello che non vuole più fare, d’altra parte c’è la libertà di impresa... E’ questo, più o meno testualmente, che ci siamo sentiti dire oggi da un "realistico" (definizione sua, non nostra) Assessore all’Industria che alla fine del suo intervento ha aggiunto rivolgendosi ai rappresentanti dei lavoratori di Jabil: mi rendo conto che non potete essere soddisfatti di questa risposta.

Certo che non sono, che non siamo soddisfatti.

E ci chiediamo e chiediamo: a cosa serve la politica, se è vero che non può fare nulla per impedire che un territorio si trasformi in un deserto industriale, se non sa fare altro che accettare che le imprese siano "libere" di dismettere, di licenziare senza alcun vincolo?

E se nulla può la politica, a cosa servono le istituzioni? A cosa serve Regione Lombardia, la sua giunta, i suoi assessori?

E cosa devono fare i lavoratori quando (come è accaduto oggi a Bergamo) il gruppo dirigente dell’impresa - che pure con arroganza in sede confindustriale pretende di decide il loro destino - non osa neppure uscire dalla sede dell’associazione per evitare di guardare in faccia chi manifesta il suo diritto a non essere licenziato?

Le operaie e gli operai di Jabil non si rassegnano e continuano a presidiare l’azienda e a lottare per il proprio posto di lavoro.

FIOM di Milano, 10 Ottobre 2011


Manda un commento all'articolo*

* I commenti non saranno pubblicati sul sito.

Nome

Email

Commento


Condividi con i tuoi amici su Facebook
<-- Torna alla Pagina
Vittorio Melia
10 Ottobre 2011
Il comunicato della FIOM (pdf)
Articolo di Fabio Pizzul, Consigliere Regionale