Fino a quando continueremo a capire cosa sta succedendo solo quando scaviamo sotto le macerie e ci chiediamo perché?
La metafora è riferita alla scuola di stato, bene comune: mai come ora che sta andando a regime la "riforma", uscita dalle varie manovre finanziarie, si è tanto sentito parlare di scuola, nei notiziari, sui quotidiani, sui rotocalchi, nella rete. Le notizie si fanno largo tra i bei discorsi dei governanti: scuole che vengono chiuse perché nel 2012 in Italia il 10% degli istituti scolastici verrà soppresso per l’entrata in vigore della legge n.111 del 15 luglio 2011, un fenomeno che nelle isole riguarderà 1 scuola su 5. L’Istruzione in ginocchio: tagliati 8 miliardi di euro (e 134 mila posti di lavoro in tre anni)... e via di questo tenore.
La satira di Altan sembrava esagerare nella vignetta del calendario di settembre: “Si torna a scuola: portatevi la carta e l’insegnante da casa”. Ora sappiamo che la battuta non era così esagerata. La realtà di molti istituti italiani mette seriamente in dubbio l’istruzione dell’obbligo e il diritto allo studio che lo Stato è chiamato a garantire per tutti i cittadini.
Questa scuola meno che mai può bastare a sé stessa: la risposta che le istituzioni più vicine ai bisogni dei cittadini - le amministrazioni comunali – possono fornire al progressivo impoverimento delle risorse operato dalle istituzioni centrali è il Piano degli Interventi Comunali. Il PIC fonda alleanze educative, opera delle scelte che presuppongono una lettura della realtà territoriale e delle linee d’indirizzo in campo scolastico delle diverse agenzie educative della zona; il Piano non può dunque basarsi soltanto sull’utilizzo di parametri finanziari, inevitabilmente penalizzati dalle difficoltà del momento.
A Cassina de’ Pecchi il PIC 2010 è stato approvato dalla attuale maggioranza sul finire dell’ anno scolastico scorso - nel CC del 29 aprile - ricalcato sostanzialmente su quello della gestione precedente, ma decurtato di 20.800 euro e senza previsione di risorse per il corrente anno scolastico.
Possiamo cercare di capire cosa sta facendo in questa situazione la scuola per i cittadini, per poi chiederci cosa sta facendo il Comune per la scuola.
La scuola di Cassina arranca, ma non si limita a sopravvivere. Anche quest’anno le classi terze della Scuola Media Giovanni Falcone si sono preparate a percorsi di educazione alla cittadinanza, ai diritti umani e alla pace, maturando nozioni ed esperienze di crescita con il viaggio in Austria effettuato nel mese di ottobre. La scuola di Cassina continua dunque, nonostante tutto, a competere con istituti paritari come il Collegio San Carlo di Milano o il Collegio Arcivescovile di Tradate, scuole che vanno giustamente orgogliose dei loro progetti di viaggi d’istruzione, comprendenti i viaggi della Memoria in determinate e non casuali tappe dell’età evolutiva.
Anche quest’anno la Mostra del Libro presso la Scuola Media di via Sirio, oltre a costituire un momento articolato di promozione della lettura, consentirà alla biblioteca della Scuola di continuare a funzionare e tutte le classi potranno fruirne nell’arco dell’anno scolastico.
Aspettiamo di sapere dal Piano degli Interventi Comunali a venire cosa fa il Comune per la Scuola.
Franca Marchesi, 31 ottobre 2011
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