Progetto Cassina-Sant'Agata
Abbiamo un futuro in comune
Intervento della polizia al Presidio Jabil
Fallito il tentativo di Jabil di svuotare la fabbrica
Venerdi' 27 Luglio 2012 verso le cinque del mattina circa 200 uomini delle forze dell'ordine si sono presentati al Presidio Jabil per forzare il presidio e per far entrare i mezzi della multinazionale americana. Dopo tre ore di tensione se ne sono andati senza aver trovato quello che cercavano.

Come annuanciato, Venedi' 27 Luglio 2012 verso le 5 del mattino, circa 200 poliziotti e carabinieri si sono presentati in tenuta antisommossa presso la fabbrica di Nokia-Siemens-Networks per soddisfare la richiesta di Jabil di entrare nella fabbrica e sottrarre i componenti, i semilavorati e i macchinari ancora presenti.

I lavoratori Jabil da un anno presidiano i cancelli della fabbrica per evitare che, portando via i materiali e le macchine, venga negata alla storica fabbrica di ponti radio la possibilita' di ripartire qualora si trovasse un acquirente o il tavolo avviato tra le parti interessate (Comune, Provincia, Regione, Sindacati, Ministero dello Sviluppo Economico, Nokia-Siemens-Networks) trovasse una soluzione alla crisi di una delle piu' importanti fabbriche della Martesana.

I lavoratori Jabil e numerosi altri cittadini intervenuti hanno cercato di impedire l'ingresso dei mezzi mandati da Jabil mettendosi davanti ai cancelli. Le forze dell'ordine li hanno pero' spostati di peso e spinti nel parcheggio in modo da creare un varco per i camion e il pullman con i facchini di Jabil. La tensione e' salita all'arrivo dei mezzi, i lavoratori e gli altri cittadini hanno cercato di bloccarli forzando il cordone di polizia che li ha caricati e spinti indietro.

I facchini di Jabil non hanno trovato all'interno dei magazzini quello che cercavano, verso le 8, scortati dalle forze dell'ordine se ne sono andati, palesando il fatto che Jabil voleva lo scontro tra il Presidio e le forze dell'ordine cercando forse l'incidente che avrebbe giustificato lo sgombero del Presidio.

Ancora una volta i lavoratori Jabil hanno dimostrato la loro ferma volonta' di resistere e che non e' possibile gestire questa grave crisi occupazionale con la forza. Sempre piu' la loro lotta assume una valenza politica: le multinazionali non si possono permettere di depredare il nostro territorio chiudendo le fabbriche sottraendo tecnologia e brevetti.

Di seguito alcuni articoli apparsi sulla stampa:

Marcello Novelli, 31 Luglio 2012


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Marcello Novelli
31 Luglio 2012