Progetto Cassina-Sant'Agata
Abbiamo un futuro in comune
D'Amico si candida di nuovo al parlamento
Rischiamo di avere un sindaco ad intermittenza per altri cinque anni
La logica che sta dietro alla strategia della Lega di candidare al parlamento i sindaci dei nostri comuni proprio non si capisce. Il sindaco e' il primo cittadino e, sopprattutto nei comuni piccoli come il nostro, dovrebbe essere l'interlocutore quotidiano dei cittadini e il garante che il comune si prendera' a cuore i problemi dei cittadini. Sembra pero' che a D'Amico interessi di piu' il suo status all'interno della Lega.

E così, le liste dei candidati alle prossime elezioni del 24 e 25 Febbraio sono chiuse. Il bailamme generato da polemiche, candidature saltate e curriculum impresentabili, che ha impazzato sulla stampa e sui media nazionali per giorni e giorni, sembra non aver avuto effetti a Cassina de Pecchi.

In una atmosfera del tutto anomala, quasi sommessa, apprendo della candidatura del nostro Sindaco che correrà per un posto alla Camera nel collegio "Lombardia 1". Nessuna novità, la candidatura di D’Amico, se non scontata, era nell’aria. Arrivato alla fine della sua prima legislatura, D’Amico punta dunque alla riconferma. Un premio, un riconoscimento forse al lavoro svolto in qualità di deputato. Non lo sappiamo e mai potremmo saperlo. Finchè vigerà il "porcellum" e fino a quando i candidati verranno calati dall’alto delle segreterie di partito, saremo all’oscuro di come i partiti, tutti i partiti eccezion fatta per Pd e Sel, scelgono i propri candidati.

Ma questa è un'altra storia, non sono qui per sindacare su come la Lega si sceglie i candidati. Quel che a me interessa, e quel che credo interessa i cassinesi è capire come farà il Sindaco D’Amico, per altri cinque anni, a coniugare il suo duplice ruolo, se verrà ancora eletto alla Camera. Lo chiedo senza voler fare polemica, senza retorica. Governare un paese non è cosa semplice e non lo è nemmeno stare seduti in Parlamento. Fare bene entrambe le cose penso sia quasi impossibile.

Essere "improduttivi" in Parlamento è un conto, gli italiani ci sono abituati. La legge elettorale, del resto, consente all’eletto di non rispondere delle proprie azioni. L’eletto non ha legami con il territorio e non è nemmeno chiamato a spiegare il perché di certe scelte (ve lo vedete D’Amico che spiega ai cassinesi il perchè del voto favorevole insieme a tutti i leghisti di certe leggi così care al governo Berlusconi?).

Fare il primo cittadino invece, e farlo soprattutto in un comune piccolo come Cassina de Pecchi, significa rispondere giorno per giorno ai bisogni della gente perché il comune, da sempre, è l’ente più vicino al cittadino. E’ in comune che il cittadino si rivolge per i più svariati problemi, di natura sociale, economica, di vita quotidiana insomma.

Mi piacerebbe sapere come ha fatto fin’ora D’Amico a rispondere a quei problemi da 600Km di distanza. Il Sindaco a intermittenza, il Sindaco a rate è una figura della quale non abbiamo bisogno, è una figura della quale tutti i cassinesi farebbero volentieri a meno. Non me ne voglia allora Signor Sindaco, ma non me la sento proprio di farle gli auguri per la sua campagna elettorale. Prima ancora che avversari politici siamo cassinesi entrambi, e come tali abbiamo bisogno della sua presenza.

Andrea Parma, 24 Gennaio 2013


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Andrea Parma
24 Gennaio 2013