Progetto Cassina-Sant'Agata
Abbiamo un futuro in comune
Un’idea di Paese non generica
Ripartiamo dal territorio, dalle risorse che ci sono e da chi vive il paese
Le nostre osservazioni al PGT non sono un rifiuto preconcetto di quanto proposto dall'amministrazione, ma la richiesta di un approccio diverso alla pianificazione urbanistica. Partire dal territorio e dai suoi bisogni analizzando con spirito critico e in modo approfondito i vari aspetti. Bisogna integrare l'urbanistica con progetti di valorizzazione del nostro tessuto sociale.

Le 15 osservazioni al PGT redatto e adottato dall’attuale maggioranza presentate dal Progetto Cassina-Sant’Agata sono state formulate da cittadini con età, appartenenze, livelli d’istruzione e professionalità diverse. In comune hanno uno stretto contatto col territorio e un’idea di Paese non generica, non ancorata a interessi di parte, ma protesa al futuro e vicina a chi lo vive, il proprio Comune.

Li accomuna un rifiuto non preconcetto, ma costruttivo di un Piano di Governo che lascia nel vago i punti progettuali critici della pianificazione: previsioni di spesa, impatti e bilanci, non solo in termini strettamente economici. In alcuni casi condannano e chiedono di rivedere interventi caratterizzati da un uso poco avveduto se non cinico del territorio. (Ad esempio la collocazione del nuovo centro sportivo nel Parco Sud...).

L’affinità che li avvicina è anche nel metodo: un approccio critico guidato dallo spirito di verifica e dall’impegno diretto.

Alla base della comune idea di Paese c’è la convinzione che una cittadinanza attiva, informata e partecipe possa fare la differenza. Da dove deriva questa idea di Paese? Se si vuole buttare l’occhio un po’sul passato di Cassina, si può anche trovarvi qualche realtà dimenticata, ma non obsoleta, come l’alleanza e le sinergie tra le associazioni e le varie agenzie educative presenti sul territorio.

Si può anche farsi venire qualche idea per incoraggiare la cosiddetta crescita, partendo da progetti locali magari "in rete" con iniziative affini nel territorio. Penso alla destinazione di aree per colture a Km 0, ma anche al rilancio del piccolo commercio: a Cassina un tempo c’erano tre negozi di scarpe, due di giocattoli, una rosticceria, una libreria (ebbene sì!). Ora abbiamo troppi parrucchieri, tanti locali dismessi o in degrado e intere zone residenziali totalmente prive di negozi. Eppure il piccolo commercio, alternativo ai centri commerciali in quanto questi non lo sostituiscono sia come target che come merce, favorisce la socialità e tutela la sicurezza.

Pensiamo anche alla cultura, ridotta a sporadico fiore all’occhiello dell’assessore di turno. Possiamo, più che sognare che "ha bussato", lavorare a progetti per una cultura che valorizzi innanzi tutto le risorse locali senza discriminarne la provenienza, come il coro, le scuole, il teatro, imparando anche un po’ a spaziare, a guardare e far conoscere cosa si fa in altre realtà provinciali, regionali o europee...

Franca Marchesi, 6 Maggio 2013


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Franca Marchesi
7 Maggio 2013