Progetto Cassina-Sant'Agata
Abbiamo un futuro in comune
In principio fu il tunnel
Cassina de' Pecchi in ostaggio del sogno di D'Amico
La storia del PGT che stasera verra' votato in Consiglio Comunale parte da lontano, parte dal programma elettorale di D'Amico pieno di promesse che poi non sono state realizzate. Fa spece rileggerle ora e confrontarle con questo PGT in cui vengono previsti piu' palazzi e gli stessi servizi che vengono semplicemente spostati ai margini del centro abitato.

Era la non troppo lontana primavera del 2009 quando l’Onorevole D’Amico, dopo avere conquistato una poltrona a Palazzo Montecitorio, dava l’ennesimo assalto a quella di Piazza de Gasperi. Grazie al disgregamento del centro sinistra cassinese, ed al contemporaneo compattamento del centro destra, favorito dall'asse Berlusconi-Bossi, il neo-Onorevole sapeva che non avrebbe dovuto faticare troppo per fare sua la partita, eppure non si volle accontentare di vincere ma decise di annientare gli avversari e strabiliare i cittadini con un programma elettorale luccicante. Nella sua nota di presentazione alle elezioni, parlando della giunta uscente, fa notare che "l'eredità che ci è stata lasciata non è positiva soprattutto perché per tanti anni si è pensato solo a costruire case senza pensare alle infrastrutture ed ai servizi per i cittadini."

Non si lascia nemmeno sfuggire l’occasione di promettere che, nel caso in cui diventasse sindaco, utilizzerà la sua posizione di Deputato della Repubblica Italiana a vantaggio della comunità cassinese.

Il suo programma elettorale è un ricco menu di 36 promesse, i cui piatti forti (copia e incolla dal suo pieghevole a sfondo verde) sono:

  • Eliminazione delle barriere architettoniche che ancora esistono come la mancanza di accesso alla MM per le persone che presentino difficoltà a deambulare.
  • Lotta ad ogni forma di inquinamento anche attraverso un minore afflusso di veicoli in alcune vie del paese scoraggiando il traffico di attraversamento anche mediante l'utilizzo di controlli con telecamere.
  • La volontà di far fare un salto di qualità alle iniziative sul territorio, con l'obiettivo di rendere Cassina un punto di riferimento nell'intera area della Martesana.
  • Tutela e valorizzazione del patrimonio agricolo e rurale lombardo: ad esempio con la realizzazione di un bosco urbano a cerniera tra il quartiere di Via Trieste ed il Parco Agricolo Sud, quale ideale muraglia per evitare nuove costruzioni che consumino ulteriormente il nostro territorio.
  • Creare nuovi luoghi di aggregazione, come ad esempio la realizzazione di un centro sportivo polivalente (tennis, piscina, calcetto).
  • Ci impegniamo a potenziare le inadeguate strutture sportive esistenti, ed a realizzarne una completamente nuova per Sant'Agata.

Inoltre, con il motto "Non sempre i sogni si realizzano ma senza sogni nulla si sarebbe realizzato", il candidato D’Amico promette ai cittadini la costruzione di un tunnel sotto il tratto centrale di via Roma, che verrà conseguentemente pedonalizzato. Il pieghevole mostra alcune immagini in cui si descrive questo sogno e poi, in un fugace barlume di realismo, emerge il bisogno di fare una precisazione: "sarà nostro primario impegno effettuare tutte le verifiche tecniche per stabilire se questa ipotesi sia realmente realizzabile, in caso contrario la strada Padana verrà deviata all'altezza dei confini del nostro Comune sulla «Cassanese»".

Tutti sappiamo come andò a finire: il Dream Team guidato dal neo-onorevole vinse le elezioni con il 43% dei consensi, mentre la maggioranza degli elettori cassinesi si spalmò sulle quattro litigiose formazioni, di cui tre andarono a occupare i banchi dell’opposizione.

Arriviamo all'estate del 2012, sono trascorsi tre anni di ordinaria amministrazione durante i quali si spalma qualche metro di asfalto qua e là, si sistema una roggia a costo zero, si realizzano alcune centinaia di metri di pista ciclabile, però ancora nessuna delle 36 promesse fatte nel 2009 ha preso corpo. Finalmente il sogno del sindaco prende forma e i cittadini sbigottiti scoprono che, nel frattempo, al tunnel si sono aggiunte altre meraviglie tanto da portare l’Onorevole a dichiarare trionfante che "La Cassina che uscirà dalla realizzazione del Progetto finirà su tutti i libri di Urbanistica".

In un’escalation di entusiasmo ed auto-celebrazione, arriverà addirittura a confessare che il suo sogno si è ispirato alle grandi metropoli che ha visitato nei suoi viaggi intorno al mondo! Purtroppo, come in ogni situazione della vita reale, anche in questo caso la medaglia del sogno ha un rovescio con le sembianze di un incubo!

Oltre ad un tunnel che costerebbe almeno una trentina di milioni, il sogno emancipato prevede anche la demolizione e ricostruzione delle scuole e degli impianti sportivi; dove adesso ci sono i servizi collocati centralmente rispetto alla comunità, domani ci saranno palazzi, le scuole finiranno ai margini del paese, oltre la fossa del tunnel, il centro sportivo andrà a mangiare una fetta del Parco Sud, l’area feste viene spostata in mezzo alla campagna, al posto dell’unico parco giochi di Sant'Agata si faranno ancora palazzine, previste ancora case a nord di Sant'Agata che però avrà in cambio dei nuovi servizi: un campo di calcio (lo stesso che c’è oggi però girato di novanta gradi), un parcheggio al posto dell’area sulla quale si fa oggi la festa di San Fermo e un parchetto dove oggi c’è un boschetto. Gli abitanti della frazione stanno ancora festeggiando!

Animato dal desidero di avere un posto in prima fila nella memoria dei posteri, dopo una ennesima razione di camomilla, il sognatore partorisce anche l’idea di un nuovo ponte da affiancare a quello storico del Colombirolo, il quale è vecchio, stretto e forse anche così brutto che sarebbe meglio schermarlo con un manufatto moderno e poi, per completare l’opera, si potrebbe abbattere quella vecchia cascina che da quattrocento anni ingombra l’incrocio tra Via Roma e via Vittorio Veneto. Insieme alle ultime pennellate con cui nel sogno si animano anche servizi innovativi come il cimitero degli animali e magari un campo di Badminton, arriva anche la lungimirante pensata di creare un nuovo polo industriale in quell'area verde che a nessuno serve.

Nel frattempo la poltrona romana viene occupata da altri e il nostro sindaco non più onorevole resta aggrappato al suo desiderio di finire sui libri di urbanistica nonostante tutto e tutti. Anche la poltrona di Cassina non è più cosi comoda, serpeggia qualche malumore e si prova con i rimpasti.

Se rileggiamo la lista dei piatti forti del menu elettorale ci rendiamo conto che nessuna di quelle promesse è stata realizzata e adesso manca meno di un anno alle prossime elezioni: niente scale mobili alla metropolitana, il traffico è sempre quello, Cassina è sempre uno dei comuni della Martesana ma non il riferimento, niente nuovi centri sportivi né a Cassina né a Sant’Agata e, soprattutto, là dove si diceva che si sarebbe fatto un boschetto tra via Trieste e il Parco Sud, adesso si prevede di costruire case, tante case!

E’ passato un anno dal giorno in cui il sogno si è materializzato sui tabulati dei grandi disegnatori e progettisti, molti cittadini hanno fatto presente al suo ideatore che i loro reali bisogni non erano rappresentati dal suo progetto e dalle sue ambizioni. Ma ormai sono tutti prigionieri di quel sogno, il sindaco ex-onorevole, il suo Dream-Team e anche i cittadini, i quali invece preferirebbero mantenere integra la parte di verde sopravvissuta, non vorrebbero le scuole ai margini del paese, vorrebbero più servizi e meno case, vorrebbero che i 30 milioni necessari per fare il tunnel vengano risparmiati o spesi per opere più necessarie, per migliorare i servizi alla persona o ristrutturare le scuole.

Anche gli enti superiori (Provincia, Parco Sud e Regione) tirano le orecchie al sognatore, facendogli notare come siano stati fatti errori di valutazione, di calcolo, e di pianificazione.

Niente da fare, lui vuole realizzare il suo sogno, soprattutto vuole fare il suo tunnel e quando qualcuno gli chiede perché insista cosi tanto per fare il tunnel che nessuno vuole, la risposta emerge piano piano, mettendo insieme frasi smozzicate, mezze ammissioni e qualche contraddizione eccola che si materializza: "perché sul tunnel abbiamo fatto la nostra campagna elettorale, abbiamo dichiarato che era la nostra priorità e noi vogliamo dimostrare che manteniamo le promesse..."

Beh caro Sindaco, ci permetta di farle una piccola osservazione, che non necessita di essere votata in Consiglio Comunale, sulla quale le consigliamo di meditare per la prossima volta: se avesse mantenuto almeno la metà delle 36 promesse scritte in quel volantino a sfondo verde del 2009, probabilmente nessuno si sarebbe lamentato per la mancata realizzazione del tunnel e il bilancio del suo mandato non sarebbe stato cosi disastroso!

Sandro Medei, 8 Luglio 2013


Manda un commento all'articolo*

* I commenti non saranno pubblicati sul sito.

Nome

Email

Commento


Condividi con i tuoi amici su Facebook
<-- Torna alla Pagina
Sandro Medei
9 Luglio 2013