Progetto Cassina-Sant'Agata
Abbiamo un futuro in comune
Allenati per la vita
Ci eravamo scordati LIBRO E MOSCHETTO?
L'incredibile proposta del ministro Gelmini. Con la scuola pubblica in disfacimento ci mancava solo il corso di educazione militare.

Pensavamo che la scuola dovesse educare ad altri valori quali l’educazione alla pace che passa attraverso l’apprendimento di comportamenti orientati alla cooperazione e alla gestione negoziata dei conflitti.

Pare non sia più di moda: i peggiori videogiochi hanno fatto tendenza, si legittima la competizione, l’antagonismo e la prevaricazione, dando loro spazio in un progetto didattico teorico-pratico, siglato dall’Ufficio Scolastico regionale e "fortemente voluto" - non "firmato" come è stato precisato dai medesimi - dai ministri Gelmini e La Russa. Si chiama Allenati per la vita e vale come credito scolastico formativo per 800 adolescenti studenti di 140 istituti superiori delle varie province lombarde.

Gli studenti delle superiori, chiamati "cadetti" (per gioco, naturalmente), verranno divisi in pattuglie per essere istruiti in cultura militare, mezzi dell’esercito, armi e tiro. (vedi modulo d’iscrizione dell’Ufficio Scolastico per la Lombardia e power point su sfondo mimetico, destinato alle scuole insieme ad alcuni filmati).

Non si tratta di un film di fantascienza vecchio stampo, proiettato davanti agli occhi di tutti per vedere l’effetto che fa: dopo le lezioni teoriche “che possono essere inserite nell’attività scolastica di “Diritto e Costituzione”, seguiranno corsi di primo soccorso, arrampicata, nuoto e salvataggio e orienteering, vale a dire sopravvivenza e senso di orientamento (ma l’autore della circolare scrive orientiring, coniando un neologismo). Seguirà, a fine corso, recita il documento del progetto, “una gara pratica tra pattuglie di studenti"1.

Famiglia Cristiana ne ha divulgato la notizia il 19 settembre u.s. forse nella preoccupazione che soffiare sotto le polveri del fanatismo, proprio dell’età adolescenziale, non aiuti certo a prevenire il bullismo, come pretende il protocollo. I quotidiani invece sono intervenuti in modo sporadico dopo due-tre giorni!

Il gusto della competizione in salsa militaresca, introdotto a piene mani nel percorso formativo di ragazzi di un’età in cui lo spirito ultras è ormonale, è qualcosa che ricorda altri tempi che gli italiani speravano scomparsi per sempre.

Invece il ministro Maria Stella torna a risplendere e lo riporta alla ribalta (dovevamo sospettare la sua passione per le divise già dalla pretesa dei "grembiulini"...).

Dopo il tardivo tentativo di far rientrare lo scandalo della Scuola Statale di Adro, intitolata al padre della patria padana Gianfranco Miglio e trasformata indebitamente in un tempio del sole padano, il Ministro all’Istruzione (non più pubblica...) si riprende e avvalla un protocollo che va contro ciò che la nostra Costituzione Italiana, con i suoi articoli 11, 17, 33 e 34, è lì a testimoniare: un progetto "innovativo" scandaloso, passato nel silenzio assoluto delle opposizioni.

Commenta il Fatto Quotidiano: "[…] Distruggono la scuola pubblica, gettano sul lastrico gli insegnanti precari mentre le poche risorse disponibili le impiegano in progetti apertamente diseducativi e in contrasto con la funzione riconosciuta dalla Costituzione alla scuola, fondata sui valori di pace, solidarietà e uguaglianza: l’esatto opposto dell’educazione all’aggressività e alla violenza previste dal protocollo".

E ancora Famiglia Cristiana: "[…] Con la nuova proposta Gelmini–La Russa, si allunga, di fatto, l’elenco degli incomprensibili provvedimenti del Ministro dell’Istruzione. I tagli alle elementari hanno eliminato qualsiasi potenzialità di realizzare il vero tempo pieno e ridotto gli spazi per progetti, uscite didattiche e laboratori. Non c’è un insegnante di sostegno ogni due studenti disabili, come prevede la legge, a tal punto che alcuni alunni vengono seguiti solo per cinque ore settimanali. Il provvedimento che prevede il numero maggiore di studenti per classe, da 27 a 35, viola apertamente il testo sulla sicurezza scolastica: Il D.M. Interno del 26/8/1992, recante "Norme di prevenzione incendi per l’edilizia scolastica", al punto 5.0 (Affollamento) stabilisce che, al fine dell’evacuazione delle aule, il massimo affollamento ipotizzabile è fissato in 26 persone/aula ed al punto 5.6 (Numero delle uscite) che le porte devono avere larghezza di almeno m 1,20 ed aprirsi nel senso dell’esodo quando il numero massimo di persone presenti nell’aula sia superiore a 25 (quante scuole, in tutto il territorio nazionale, non sono in regola? La maggioranza). E la riduzione del tempo scuola nei licei artistici (11%) , nei licei linguistici (17%), negli istituti tecnici e professionali (diminuzione del 30% delle ore di laboratorio) a quale esigenza didattica di rinnovamento rispondono? Forse servono a far posto a pseudo-corsi di natura “paramilitare” come quello messo in campo dal duo Gelmini–La Russa? […]".

Certo, così i futuri cittadini potranno meglio prodursi nella caccia al clandestino o essere protagonisti di altri provvedimenti del cosiddetto "pacchetto sicurezza", destinati a contribuire alla pace sociale e al bene comune.

Ricordiamo che "La democrazia in cui viviamo è come l’aria che respiriamo. Non ci si fa caso fino a quando viene a mancare o diventa tossica"( da Lezione del Presidente di Biennale Democrazia Gustavo Zagebelsky ). Forse è ora di attivare l’impianto di aerazione...

Franca Marchesi, 25 Settembre 2010

1 Tratto da Famiglia Cristiana del 19 Settembre 2010 - Francesco Anfossi


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Franca Marchesi
25 Settembre 2010