Purtroppo il percorso era prevedibile: nel mondo delle relazioni industriali quando una società scorpora un ramo d'azienda e lo passa ad altra società, magari non del settore, per la gestione del ramo stesso, significa, nella maggior parte dei casi, che se ne vuole disfare e scorporo sta per chiusura. La società "madre" non vuole sporcarsi le mani.
Mi impressiona, ma non troppo, l'atteggiamento della Regione: Formigoni che ipotizzava un investimento di milioni per sviluppare il settore della banda larga in Lombardia, o sbaglio?, poi è andato Cina.
I lavoratori di Cassina ed il sindacato, hanno finora gestito la controversia con la controparte in un’ottica di corrette relazioni industriali senza intraprendere azioni di lotta di particolare richiamo mediatico e senza coinvolgere i partiti politici.
I partiti politici locali ed i gruppi consiliari di opposizione si sono finora limitati a sensibilizzare i propri eletti al problema per impedire che un settore strategico dell’industria italiana e lombarda abbandonasse l’Italia e la Martesana in particolare. Sul territorio essi hanno predisposto una cartolina da inviare alla presidenza della Nokia in Finlandia affinché vengano riviste le decisioni di Nokia e Jabil ed hanno organizzato una serie di banchetti, senza bandiere e simboli di partiti e gruppi, per l’acquisto delle cartoline da parte dei cittadini. Ad oggi sono state acquistate alcune migliaia di cartoline.
E ora?
All’assemblea pubblica tenutasi ieri sera nel piazzale antistante le ex (?) Nokia e Jabil tutti gli intervenuti, lavoratori, sindacato, cittadini comuni, hanno "fatto rullare i tamburi"; amministratori e sindaci di paesi limitrofi hanno manifestato la loro solidarietà ed il loro appoggio.
E' stata notata però l'assenza del Sindaco di Cassina de Pecchi e nemmeno di alcun rappresentante dell’Amministrazione attuale. L'Amministrazione di Cassina de’ Pecchi deve gettare la maschera, non è più il tempo di chiacchiere e proclami, deve schierarsi dicendo chiaramente cosa intende fare dell'area, vero obbiettivo, secondo me, di Nokia. Deve dire cioè se intende o meno mutare la destinazione d'uso della stessa e non limitarsi a generici interventi, magari anche presso le opportune sedi, per la salvaguardia dei posti di lavoro in loco.
Ritengo che questo sia un banco di prova per il PD, la sinistra ed i gruppi di opposizione tutti. Coinvolgiamo al massimo livello i nostri eletti.
Luigi Ubertis Bocca, 30 Settembre 2011
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