Evidentemente eravamo troppo avanti, a Cassina de’Pecchi, se l’impianto teorico del Piano per il Diritto allo Studio del 2004 si ritrova pressocchè invariato nel Piano presentato dall’Amministrazione per l’anno scolastico 2011-2012: confrontare per credere...
Delle due l’una: o l’amministrazione attuale di centro destra e quella precedente di centrosinistra hanno inverosimilmente la stessa idea di scuola o adesso un’idea vale l’altra ed è buona per tutte le stagioni.
Eppure di acqua sotto i ponti ne è passata molta, trascinandosi via buone pratiche, progetti, entusiasmi e impegno...
Eppure siamo arrivati a un punto in cui c’è chi ha smesso di vergognarsi di essere razzista, di essere antidemocratico, o anche solo di essere maleducato...
Eppure risulta oggi che i preadolescenti si stordiscano tre ore tutti i giorni, se non davanti alla TV, davanti alla consolle...
Eppure da tempo i timori hanno lasciato il passo alla realtà nel mondo delle nuove generazioni e del loro rapporto con lo studio, con le regole e le istituzioni.
Quale scuola può farsi carico di tante nuove emergenze educative?
Come farlo senza un progetto innovativo, calato nella realtà del territorio, in grado di trasformare i bisogni e le istanze in proposte e in politiche?
Nelle scuole paritarie si fanno viaggi d’istruzione in modo non casuale o si attivano laboratori teatrali non semplicemente perché così piace, ma perché tutto ciò rientra in un progetto di scuola, in un’idea strutturata di istruzione.
La scuola di stato, al netto dei tagli, degli affossamenti, delle erosioni e delle semplificazioni può essere abbandonata a sé stessa con un semplice stanziamento per le spese di funzionamento?
L’attuale governo introdurrà ben presto fondi europei accompagnati da misurazioni dell’efficacia: in vista di questo, nel Comprensivo di Cassina, è stata cestinata la certificazione della Qualità?
C’è molto da cercare di comprendere e da fare...
Franca Marchesi, 19 Dicembre 2011
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