Progetto Cassina-Sant'Agata
Abbiamo un futuro in comune
Quei casermoni... vuoti
I capannoni rappresentano una voce importante dell'attivo di molte societa'
Perche' continuano a venire costruiti capannoni che rimangono non finiti o finiti e non utilizzati? Perche' le grandi societa' edili sono continuamente a caccia di terreni "vergini"? Perche' i comuni devono dotarsi di strumenti che riducano il consumo del suolo e vincolino la concessione all'effettivo utilizzo?

A tutti noi è certamente capitato percorrendo il territorio milanese, ma è un fenomeno comune in tutta Italia, di vedere cantieri edili aperti da anni e non mai chiusi, "scheletri" di costruzioni di civile abitazione e di capannoni industriali che occhieggiano, incompiuti e vuoti, il territorio circostante o vedere immensi palazzi e capannoni industriali finiti e pronti all’uso desolatamente abbandonati. Il patrimonio immobiliare abbandonato improduttivo è ingentissimo, si tratta di milioni, miliardi, di euro.

Il cittadino comune si chiederà i motivi di un fenomeno per cui, pur in presenza di tanti immobili incompiuti od abbandonati che si potrebbero, anzi si dovrebbero, recuperare, si continui a costruire pur con la scarsa prospettiva di vendere ed in periodo di valori degli immobili in calo.

Chi avesse visto la trasmissione "Presa Diretta” di Domenica 12 Febbraio 2012 alle 21.30 su Rai 3 saprebbe già tutto.

I grandi gruppi immobiliari soprattutto, ma anche quelli piccoli e coloro i quali hanno facile disponibilità di denaro liquido per far partire il "processo", razziano territorio vergine ovunque consentito dai vari Piani Regolatori, ora Piani di Governo del Territorio, poiché è meno costoso costruire su terreno vergine, e costruiscono "ad ogni costo" e comunque.

Se riescono a concludere i lavori ed a vendere, realizzando enormi utili, evviva.

Ma spesso non è questa la strategia: gli immobili che, anche se lasciati allo stato di rustico, hanno comunque un valore ingente vengono fatti valutare ad un perito, magari compiacente, ed il valore gonfiato, così certificato, viene iscritto in bilancio dalle società costruttrici all’attivo.

Il bilancio delle società costruttrici ne risulta "ingrassato" artificiosamente e le società hanno buon gioco a chiedere alle banche importanti finanziamenti offrendo in garanzia il loro patrimonio immobiliare; gli istituti di credito sono lieti di prestare il denaro a clienti così prestigiosi. Il cerchio si chiude ed il giro può ricominciare.

E i fabbricati costruiti ed abbandonati? Rimangono parcheggiati nel bilancio delle società costruttrici, vengono talvolta venduti ad altre società consimili che riprendono il giro, raramente vengono recuperati e finiti, spesso degradano fino ad essere abbattuti o ad auto-abbattersi.

E’ accaduto anche che le società costruttrici svalutassero le "supervalutazioni" degli immobili per incappare in fallimenti più o meno pilotati.

Infine, inchieste ed indagini hanno evidenziato che il settore delle costruzioni edili nel Nord Italia è spesso terreno di caccia di associazioni di stampo mafioso.

Luigi Ubertis Bocca, 14 febbraio 2012


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Luigi Ubertis Bocca
15 Febbraio 2012