Progetto Cassina-Sant'Agata
Abbiamo un futuro in comune
Gestione dei Rifiuti
Ridurre i costi e migliorare il servizio
Da anni il costo del servizio di gestione dei rifiuti e' stabile nonostante gli ottimi risultati di raccolta differenziata raggiunta. Visto che il servizio costa piu' di un milione e mezzo di euro l'Amministrazione (presente o futura) deve concentrarsi sull'efficenza di questo servizio, la diminuzione dei costi e delle tasse per i cittadini e nel miglioramento del servizio.

La gestione dei rifiuti rappresenta una parte consistente del bilancio del nostro comune, per la quale si spendono 1.600.626 Euro all'anno1, il 14.7% di tutte le spese correnti del comune, circa 123 Euro per ciascun cittadino di Cassina de' Pecchi. Per nessun servizio si spende di piu'. Queste spese attualmente sono coperte per quasi il 100% con la Tassa sui Rifiuti Solidi Urbani (TARSU) che tutti i possessori di immobili nel nostro comune sono tenuti a pagare.

Viste le importanti cifre in gioco, e' evidente che un efficentamento del servizio potrebbe avere interessanti ricadute sul bilancio comunale e sulle tasse che paghiamo. A Cassina abbiamo gia' degli ottimi livelli di raccolta differenziata, ma i costi della gestione dei rifiuti non sono diminuiti negli ultimi anni. L'Amministrazione D'Amico non ha fatto niente in questo senso, ma la prossima amministrazione deve farsi carico della questione e lavorare per ridurre i costi e migliorare il servizio.

Per ridurre i costi si puo agire su quattro leve:

  • ridurre i costi del servizio agendo sul contratto con la societa' che gestisce la raccolta dei rifiuti per conto del comune;
  • ridurre i costi aggiuntivi non imputabili direttamente alla raccolta dei rifiuti;
  • ridurre il volume totale dei rifiuti prodotti;
  • a partita' di volume aumentare la raccolta' differenziata, soprattutto delle materie che hanno un valore e che quindi costituiscono un introito per le casse comunali.
Un'altra possibilita' di riduzione costi potrebbe derivare dalla collaborazione con altri comuni nell'ambito della Citta' Metropolitana.

Competenze dei diversi livelli istituzionali

La Legge Regionale n. 26 del 12 dicembre 2003 è la norma di riferimento in materia di servizi locali di interesse economico generale, ivi compreso il servizio di igiene urbana. La legge contiene infatti disposizioni utili ad orientare il sistema integrato di gestione dei rifiuti lombardo con l’obiettivo di assicurare un’efficace protezione della salute umana e dell’ambiente, riducendo la quantità e la pericolosità dei rifiuti mediante azioni di prevenzione, ottimizzando le operazioni di riutilizzo, recupero e riciclaggio dei rifiuti, a vantaggio del minor conferimento in discarica.

La norma chiarisce anche le funzioni della Regione e le competenze attribuite alle Province e ai Comuni:

  • La Regione Lombardia svolge funzione di indirizzo e coordinamento dell’articolazione territoriale degli atti di programmazione, predisponendo in particolare il Programma Regionale di Gestione dei Rifiuti (PRGR), in fase di elaborazione;
  • Le Province dispongono di funzioni di pianificazione attuative e strategiche, in particolare adottano i Piani Provinciali di Gestione dei Rifiuti (PPGR) sulla base dei contenuti della pianificazione regionale e rilevano i principali dati statistici inerenti la produzione e la gestione dei rifiuti urbani. Il PPGR della Provincia di Milano è stato approvato dalla Giunta Regionale nel 2009 e nel 2012, in seguito alle modificazioni dei criteri regionali per la localizzazione degli impianti di gestione dei rifiuti urbani e speciali, è stato adeguato.
  • I Comuni sono responsabili del servizio di igiene urbana. In particolare:
    • erogano il servizio mediante affidamento ad imprese o a società in qualunque forma costituite scelte mediante procedura a evidenza pubblica compatibili con la disciplina nazionale e comunitaria in materia di concorrenza;
    • realizzano un adeguato sistema di infrastrutture a servizio della raccolta differenziata, secondo le indicazioni fornite dai piani provinciali e le caratteristiche tecniche definite nella norma nazionale.

La situazione in Provincia di Milano

In Provincia di Milano la gestione dei rifiuti urbani ha presentato negli ultimi anni un’evoluzione rapida ed in continuo miglioramento.

Si è, infatti, superata da tempo la fase di dipendenza dalla discarica, sviluppando modelli di raccolta, abbinati al conseguente smaltimento/recupero, in linea con le più recenti direttive europee.

Da una prima analisi si evidenzia il perdurare del trend di decrescita dei rifiuti prodotti (anno 2011), che vede un calo rispetto ai dati dell’anno precedente di quasi il 3% sul totale rifiuti. Inoltre, l’analisi dei flussi delle raccolte di rifiuti riferite al territorio della Provincia di Milano (anno 2011) evidenzia il raggiungimento del 47,1% di rifiuti differenziati, se si considera l’intero territorio provinciale, e 57,3% se si esclude il Comune capoluogo.

In particolare, dei 134 Comuni facenti capo alla Provincia di Milano, ben 45 hanno già superato l’obiettivo del 65% di raccolta differenziata (RD), che l’art. 205 del D.Lgs. 152/2006 pone al 31 dicembre 2012, mentre se si considera l’obiettivo di RD del 35% previsto dal Decreto Ronchi per il 2003, si nota come sia il Comune di Milano, con il 34,7%, a non raggiungerlo.

Le principali frazioni che costituiscono le raccolte differenziate sono la carta e cartone, l’organico, il vetro e il verde: queste compongono per la provincia di Milano circa il 75% di tutte le RD.

Le frazioni di rifiuto avviate a smaltimento, ovvero la frazione indifferenziata, costituiscono invece il 52,9% del totale dei rifiuti (anno 2011).

Dai dati disponibili, si osserva, negli ultimi anni, un aumento del flusso di rifiuti indifferenziati destinato ad impianti provinciali, arrivando a quote di rifiuti indifferenziati complessivamente smaltiti in ambito provinciale pari a quasi l’88% del totale degli indifferenziati. Seppur tale risultato richieda ancora uno sforzo per raggiungere l’obiettivo primario della pianificazione, ossia l’autosufficienza impiantistica per la Provincia di Milano, si può affermare che si stia andando verso quanto atteso.

Modelli di raccolta e relativi costi

In Provincia di Milano si riscontra una pluralità di modelli di raccolta dei rifiuti urbani, essi sono riconducibili alla principale dicotomia porta a porta/cassonetti stradali, ma sono presenti varianti e tipicità territoriali che rendono molto interessante la possibilità di confrontarli tra loro dal punto di vista dell’efficacia e dell’economicità.

Gli obiettivi del D.Lgs. 152/06 e s.m.i (raggiungimento del 65% di raccolta differenziata entro il 2012) impongono in questo periodo una scelta affinché essi possano essere raggiunti con la migliore efficienza economica possibile dai comuni che ne sono ancora lontani. Dall’analisi statistica dei dati comunali emerge come in generale ad una raccolta differenziata più alta non corrispondano costi totali più elevati rispetto ai comuni meno efficienti nelle raccolte differenziate; anzi, la media dei costi totali per i comuni con RD >60% è inferiore rispetto a quelli con RD <40%. Si riscontra comunque una grande variabilità dei dati che, soprattutto per i modelli porta a porta, è spesso spiegabile con le scelte multiformi effettuate dai Comuni (es. frequenza trisettimanale o monosettimanale, etc.).

La raccolta differenziata spinta, ottenuta con il sistema porta a porta, comporta costi totali sostanzialmente invariati, mentre la somma dei costi di raccolta e di smaltimento diminuisce all’aumentare del tasso di raccolta differenziata.

Per la fascia di Comuni con RD >70% si evidenzia però un significativo incremento nei costi della sola raccolta. Ciò offre lo spazio a possibili ottimizzazioni, ad esempio tarando meglio le frequenze di raccolta riducendole ove eccessive ed incrementando l’intercettazione delle frazioni che generano un ricavo (od un minore costo di smaltimento) mediante campagne di comunicazione mirate.

Cosa avverrà con la costituzione della Città metropolitana?

Con l’istituzione della Città Metropolitana le competenze provinciali passeranno al nuovo ente, ovvero, in particolare, le funzioni di pianificazione attuativa e strategica e di controllo e monitoraggio dei flussi di rifiuti prodotti.

Gli obiettivi da porsi sono:

  1. individuazione di modelli di raccolta dei rifiuti urbani tesi alla minimizzazione dei costi di raccolta e smaltimento, in funzione della massimizzazione della percentuale di raccolta differenziata ovvero il raggiungimento del 65% di raccolta differenziata per tutta la Città Metropolitana;
  2. perseguimento dell’obiettivo dell’autosufficienza impiantistica per lo smaltimento della quota di rifiuti indifferenziata.
  3. condivisione delle migliori pratiche al fine di diminuire i costi economici e ambientali dell'intero sistema.

Marcello Novelli, 7 Aprile 2013


1Bilancio di Previsione 2012.


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Marcello Novelli
7 Aprile 2013