Progetto Cassina-Sant'Agata
Abbiamo un futuro in comune
Egregio direttore
Ovvero il ruolo dei giornali nelle vicende del nostro paese
Recentemente la Gazzetta ha pubblicato una notizia "bomba" che si e' rivelata, se non falsa, almeno riportata in maniera fortemente incorretta. Abbiamo commentato la cosa sul nostro sito e come risposta il giornale ci "bacchetta" senza nemmeno darci il diritto di replica. E' sbagliato chiedere un giornalismo migliore, che non si limiti a riportare i "sentito dire" e le dichiarazioni dei politici, ma che indaghi e riporti informazioni utili come i numeri reali dei fenomini criminali nel nostro paese?

Prendendo spunto da una vicenda di cronaca locale e da un articolo a mia firma pubblicato su questo sito, la "Gazzetta della Martesana" di Lunedì scorso mi cita criticando aspramente sia il sottoscritto che l’intero Progetto Cassina-Sant’Agata.

Il tutto scaturisce da un articolo del 25 Marzo scorso pubblicato sulla Gazzetta che riportava la vicenda di una presunta tentata violenza a danno di una ragazza cassinese. Il Sindaco, sullo stesso numero, confessa e prefigura l’esistenza di un problema sicurezza in città. Nei giorni seguenti, la diretta interessata, dal gruppo Facebook di Cassina, smentisce la notizia, ridimensionandola nei contenuti e dichiarando che non era sua intenzione far trapelare nulla di quanto accadutole.

Il sottoscritto e il Progetto Cassina-Sant’Agata si sono interessati al caso, sentendosi in dovere di esprimersi. Lo abbiamo fatto come sempre, con spirito immutato, affrontando in modo critico e costruttivo le questioni legate alla città e al territorio.

Perche' siamo intervenuti sulla vicenda

Innanzitutto non ci è piaciuto il modo con il quale l’informazione locale ha affrontato quel fatto specifico. Senza nessuno stupore però, visto che spesso i giornali insistono su notizie simili a quella avvenuta a Cassina. Lo fanno quasi sempre in un modo che non comprendiamo, sbagliato secondo noi: non approfondiscono, non vagliano i fatti e cosa peggiore, forse, non interpellano nemmeno i diretti interessati. I giornali spesso raccontano cose solo sentite, riportate, captate qua e la. Al punto che la protagonista involontaria di questa triste vicenda si è sentita in dovere di sbugiardare la notizia pubblicamente, dalle pagine Facebook, con grande approvazione di molti, la stragrande maggioranza in realtà degli utenti di quel gruppo.

Secondo, abbiamo criticato l’operato del Sindaco e della sua maggioranza. Abbiamo detto semplicemente ciò che pensavamo e che pensano, crediamo, i cassinesi. Dov'è la maggioranza di destra di fronte a tutti i gravi fatti di cronaca che stanno interessando il paese e quali strumenti ha adottato per fermarli? Una domanda legittima per chi sta all’opposizione. Una domanda a cui serve una riposta: chi vive in città è preoccupato e chiede a gran voce alle istituzioni di intervenire.

Invece che polemizzare con il sottoscritto e con il Progetto Cassina-Sant’Agata, invece che prendere per oro colato tutto ciò che gli viene propinato dal potente di turno, i giornali imparino a chiedere, ad esempio, al Sindaco su quali basi afferma che a Cassina "c'è un problema sicurezza" e poi magari lo chiedano anche alle forze dell’ordine. Sondino il terreno vadano dai cittadini e tastino il polso della situazione, dandoci i numeri della criminalità. Se lo faranno, se faranno queste due cose semplici che dovrebbero stare alla base del giornalismo d’inchiesta, noi saremo ben lieti di accantonare le critiche nei loro confronti.

Attaccano e poi non lasciano replicare

Di seguito riporto la lettera di replica che ho inviato alla Redazione della "Gazzetta della Martesana". Dopo aver letto le parole forti e incomprensibili usate da quel giornale sull’operato del Progetto Cassina–Sant’Agata ne abbiamo chiesto la pubblicazione. La mia risposta, che ritengo dovuta, non è stata pubblicata. Una grave omissione, ancor più grave perche' la "Gazzetta della Martesana" colpisce me come membro del "Progetto Cassina- Sant’Agata", senza darci la possibilità di risposta.

Egregio Direttore, distinta Redazione de “La Gazzetta della Martesana”, pongo alla vostra attenzione una breve riflessione rispetto due articoli pubblicati sul numero del 15 Aprile scorso dal titolo "Tentata violenza nel parco: il caso ora diventa... politico" e "Dovere di cronaca, Facebook e la politica moralista".

Non è mia intenzione aprire polemiche con la vostra rispettabilissima testata, intervengo in quanto sono stato citato in questi due articoli non firmati che riportano inesattezze, considerazioni e interpretazioni fantasiose, che mi preme riprendere.

Il mio commento sul sito del Progetto Cassina–Sant’Agata non nasce per "attaccare" il primo cittadino, ma per affrontare un argomento sentito in paese. Leggendo la vostra testata come altre, leggendo i commenti sul gruppo Facebook che voi citate, ascoltando i cittadini e stando alle dichiarazioni stesse del Sindaco sembrerebbe che esista un problema sicurezza in paese. Mi sono chiesto, come cittadino, quali sono gli atti concreti che questa amministrazione ha preso a fronte di un sentimento di paura diffusa, considerato che lo stesso Sindaco ha la delega alla sicurezza.

Attaccare non è un verbo che mi appartiene, non fa parte della mia storia politica. Discutere, intervenire e dire la mia sui fatti, si. E’ con questo spirito che si sviluppa il mio pensiero, partendo da una critica, tutta politica quella rivolta alla maggioranza cassinese (che, lo ricordo, ha fatto della sicurezza il suo cavallo di battaglia) e nei "metodi" quella rivolta all’articolo da voi pubblicato sul fatto specifico della tentata violenza.

Dire poi, come voi fate, che ho "approfittato" delle proteste e ho "utilizzato il dramma di una donna a fini politici" è totalmente falso. Una frase priva di fondamenta, senza capo ne coda. Ma, come si dice, non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire. Ne io, ne il Progetto Cassina-Sant’Agata abbiamo lucrato sul triste caso della ragazza. Noi almeno, al primo commento, ci siamo fermati. Qualcun altro invece continua imperterrito a calcare la mano.

Andrea Parma, 23 Aprile 2013


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Andrea Parma
23 Aprile 2013